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Una storia di ANIDAN e dell’OSPEDALE pediatrico PABLO HORSTMANN

Una storia di ANIDAN e dell’OSPEDALE pediatrico PABLO HORSTMANN, raccontata dalla volontaria medica Covadonga Tome:

8 Settembre dal diario di Covadonga:

OMAR, di tre anni, è venuto da Bargoni. E’ in coma. Da 5 giorni ha iniziato con febbre alta e, nel dispensario di Hindi, qualcuno gli ha somministrato il trattamento per la malaria. Quella notte ha avuto la sua prima convulsione. Visto che Omar non migliorava, i suoi genitori decidono di portarlo all’Ospedale del Distretto più vicino alla loro casa (lontana da qui), dove gli fanno tre punture (immagino che sia stato un antibiotico o qualcosa di simile) e lo dimettono con la cloxacilina orale. Quella notte Omar ha di nuovo le convulsioni, più volte ed alla fine dell’ultima convulsione non riesce a risvegliarsi.

I genitori di Omar credono che il suo stato sia dovuto alle igniezioni ricevute. Si spaventano molto. Escono di corsa per cercare un altro posto dove qualcuno lo possa curare…..Omar non apre gli occhi, non risponde.
Un piccolo Camion che và in direzione di Mombasa li raccoglie e durante il tragitto l’autista gli parla di Lamu e dell’Ospedale Pablo Horstmann. Dopo aver attraversato il canale arrivano fino a qui dopo molte ore di strada.
Omar è grave. Risponde debolmente agli stimoli. Suo padre trema. La madre molto magra, con i capelli corti e lo sguardo supplicante, marcato da occhiaie profonde e senza più lacrime. La nonna, sempre un passo dietro, sostenendo la speranza della famiglia……

Sospetto una meningite batterica. Faccio la puntura lombare, il liquido è torbido. Mentre aspetto il risultato, cominciano a circolare nelle vene del piccolo Omar gli antibiotici e la Dexametasona. Arriva la conferma della diagnosi. Stà per passare la notte ed il piccolo Omar a malapena risponde. Solo qualche piccolo movimento confuso, irregolare…non ritornano le convulsioni…Vado a letto pensando che probabilmente non arrivi alla mattina….Sogno che mi sveglio e lo trovo seduto nel letto sorridente….

Sorge l’alba della domenica e Omar stà un po’ meglio. Dorme, ma è tranquillo. Non si lamenta. Non si muove in modo scoordinato e rigido. Sembra riposare. Non sembra che soffra come ieri…Lunedì mattina Omar apre gli occhi e dice mamma. E’ debole però ti guarda quando lo chiami. Piange e ci sembra che abbia sete. Beve di corsa, arrabiandosi perché non gliene diamo di più, le prime gocce di soluzione glucosata. Rido. Alla fine del pomeriggio Omar prende la sua prima pappa di latte e biscotti…E quando vede un mzungo (un bianco, ndr!) lo nota e protesta…Omar migliora piano piano. E la sua famiglia lo accompagna ogni momento e festeggia ogni piccolo miglioramento.. Omar lotta contro il pneumococco come un eroe. E a me resta la speranza di un piccolo miracolo che lo aiuti a non avere conseguenze troppo serie..che lo candinnino ad una vita ancora più complicata, in un paese come questo tanto difficile per i debili ed i malati. Se lo merita. E se lo meritano suoi genitori che non si sono arresi e continuarono a cercare un posto dove Omar avesse una possibilità. Se lo merita sua nonna dopo il lungo viaggio e le notti al lume di candele al fianco del letto di Omar. E i suoi fratelli, sempre prudenti, sempre silenziosi, sempre in attesa al fianco del più piccolo della famiglia.

Il 23 settembre Omar è stato dimesso, continuerà ad essere assistito perchè possa recuperare il più in fretta possibile!

Ospedale Pediatrico a Lamu
Ospedale pediatrico Kenya
Omar con sua madre!
 
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